Si chiama animatore digitale, ma non ha nessuna attinenza con villaggi vacanza virtuali.
Questa figura, introdotta di recente nelle scuole italiane, è prevista nel Piano Nazionale per la Scuola Digitale, o PNSD. Lo stesso PNSD ne ha ipotizzato “un ruolo strategico nella diffusione dell’innovazione a scuola“, ma chi è esattamente questa figura e quale importanza riveste all’interno delle scuole?
Chi è l’animatore digitale?
In estrema sintesi, l’animatore digitale è generalmente un insegnate con un background tecnologico e, possibilmente, una formazione specifica nel campo dell’educazione digitale.
Si tratta di un docente che, insieme al Dirigente Scolastico e al Direttore Amministrativo, ha il compito di coordinare la diffusione dell’innovazione digitale nell’ambito delle azioni previste dal PTOF, Piano triennale dell’offerta formativa, e le attività del PNSD, Piano Nazionale Scuola Digitale.
Una figura interna alla scuola, non un esperto esterno, che collabori alla diffusione di iniziative che integrino le tecnologie digitali nei processi didattici tradizionali.
I confini di questa figura risultano così da un lato piuttosto specifici, dall’altro non definiti. Non è raro infatti che l’animatore digitale si occupi, all’interno della propria istituzione scolastica o in raccordo con altre scuole, di attività di cittadinanza digital; sicurezza dei dati e privacy; registri elettronici e archivi cloud e molti altri.
Il compito dell’animatore digitale
Per tenere alta l’attenzione sui temi dell’innovazione, nell’ambito della realizzazione delle azioni previste nel POF triennale, l’animatore digitale è autorizzato a sviluppare progettualità su tre ambiti:
- Formazione interna: stimolare la formazione interna alla scuola negli ambiti del PNSD, attraverso l’organizzazione di laboratori formativi (senza essere necessariamente un formatore), favorendo la partecipazione di tutta la comunità scolastica alle attività formative e coordinando il team dell’innovazione;
- Coinvolgimento della comunità scolastica: favorire la partecipazione e stimolare gli studenti nell’organizzazione di attività strutturate sui temi del PNSD e sulla DDI, anche attraverso momenti formativi, per la realizzazione di una cultura digitale condivisa;
- Creazione di soluzioni innovative: individuare soluzioni metodologiche e tecnologiche sostenibili da diffondere all’interno degli ambienti della scuola, coerenti con l’analisi dei fabbisogni della scuola stessa, anche in sinergia con attività di assistenza tecnica condotta da altre figure.
Secondo quanto riportato di recente, grazie al PNSD è stata creata una rete di 8.200 referenti di animatori digitali, 24 mila docenti innovatori, team digitale, e 200 docenti esperti di didattica digitale per l’accompagnamento all’innovazione didattica e digitale.
Ruolo nel rinnovamento della scuola italiana
Attraverso il proprio lavoro, questa figura contribuisce a migliorare le competenze digitali degli studenti, a innovare la didattica e a promuovere l’inclusione digitale.
Agli animatori digitali può essere affidato un ruolo di collante all’interno della scuola italiana, che, nonostante le recenti iniziative, ancora necessita di accelerare l’inevitabile processo di trasformazione digitale. Un ponte che crei i presupposti per le scuole di non farsi schiacciare dalle innovazioni tecnologiche, ma di governarle al fine di offrire una didattica moderna, trasversale ed efficace.





