Parole in gioco: dalla tavoletta di argilla al libro digitale

Continuità didattica SI
Un viaggio tra arte, tecnologia e comunicazione visiva Fin dalle origini della civiltà, l’essere umano ha sentito il bisogno di rappresentare il mondo che lo circondava. Nelle grotte di Lascaux o di Altamira, ancora oggi ammiriamo pitture rupestri che raffigurano animali, scene di caccia, simboli astratti: immagini potenti, essenziali, ma cariche di significato. Quelle prime espressioni artistiche non erano semplici decorazioni, bensì un linguaggio, un modo per comunicare idee, emozioni, storie. Da allora l’immagine è diventata il veicolo privilegiato della comunicazione umana. Disegno, pittura, mosaico, bassorilievo e scultura sono stati i primi strumenti con cui l’arte si è fatta racconto, documento, denuncia, celebrazione. Nel Medioevo, ad esempio, le vetrate e gli affreschi delle chiese parlavano a una popolazione spesso analfabeta.
Ogni epoca ha trasformato l’immagine in strumento di cultura, potere e identità. Con il Rinascimento si assiste a una rivoluzione della visione: l’invenzione della prospettiva lineare, lo studio della luce, dell’anatomia e del paesaggio trasformano il modo di rappresentare il mondo, avvicinando sempre più l’immagine alla realtà. È proprio questa tensione verso la fedeltà e la precisione che porterà, nel XIX secolo, alla nascita della fotografia. La scoperta della camera oscura, i primi dagherrotipi, l’utilizzo di lastre al collodio e poi della pellicola: la fotografia segna una svolta epocale, consentendo di riprodurre la realtà con una rapidità e una precisione fino ad allora impensabili. Da strumento scientifico a mezzo di documentazione storica e sociale, da supporto artistico a forma espressiva autonoma, la fotografia si evolve fino a diventare oggi uno dei principali linguaggi del nostro tempo. Il Novecento e l’era digitale hanno moltiplicato le potenzialità dell’immagine. Con la stampa, la fotografia entra nelle case, nei giornali, nei manifesti pubblicitari. Oggi, con l’avvento della fotografia digitale, dei social network, delle riprese a 360° e della realtà virtuale, l’immagine non solo documenta ma immerge, coinvolge, emoziona. Comunichiamo con l’immagine è un percorso didattico interdisciplinare che guida gli studenti alla scoperta dell’evoluzione della comunicazione visiva, attraverso l’analisi storica e l’esperienza diretta. L’obiettivo è comprendere il valore espressivo e comunicativo delle immagini in ogni epoca, stimolando la creatività, la manualità, il pensiero critico e la competenza tecnologica.
Grazie alla piattaforma Mozaik Education, sarà possibile esplorare ambientazioni 3D, timeline interattive, documenti storici e simulazioni sui grandi momenti della storia dell’arte e della fotografia: dalle caverne preistoriche ai laboratori ottocenteschi, fino agli studi moderni di fotografia e montaggio digitale. Parallelamente, gli studenti saranno coinvolti in laboratori STEAM pratici, che prevedono:
• Riproduzione di pitture rupestri con materiali naturali;
• Laboratorio della carta;
• Esperimenti con la camera oscura e la luce per comprendere i principi ottici della fotografia;
• Realizzazione di fotografie digitali con regole di composizione e luce;
• Elaborazione di contenuti fotografici a 360° o brevi video immersivi;
Attraverso questo progetto, gli studenti: svilupperanno una educazione all’immagine e all’estetica; impareranno a usare in modo consapevole i media e le tecnologie digitali; eserciteranno una lettura critica delle immagini (visual literacy); potenzieranno la manualità, la capacità progettuale e l’interdisciplinarità tra arte, storia, scienza e tecnologia. "Un’immagine vale più di mille parole", ma solo se sappiamo come guardarla. In un mondo in cui il linguaggio visivo è sempre più centrale, questo percorso insegna non solo a creare, ma anche a interpretare, conoscere e comunicare attraverso l’immagine.










